Dopo la nascita della nuova grande borsa europea e la fusione con la borsa londinese, Piazza Affari torna a rivolgersi alle Piccole e Medie Imprese italiane. Al momento sono quotate a Milano solo circa 70 imprese con una capitalizzazione sotto i 100 milioni di euro contro le 300 quotate alla Deutsche Boerse, le 350 di Euronext e le 1.600 della britannica Aim.
E’ora di superare questa diffidenza tra borsa nostrana e PMI che hanno storicamente teso a risolvere i loro problemi patrimoniali e di investimenti in altro modo. Grazie al sodalizio con Londra adesso si aprono le porte del mercato più liquido del mondo e milioni di investitori possono scegliere i minititoli più promettenti su cui diversificare gli investimenti.
Molte aziende nostrane sono disposte a tentare l’avventura azionaria e, nonostante la crisi dei mutui subprime, sono in cerca di mezzi per finanziare una crescita che guarda ai mercati emergenti e all’estero.
La diffidenza delle piccole e medie imprese nei confronti della borsa è ai suoi minimi storici e molte delle aziende che vorrebbero avviare progetti di sviluppo pensano che la quotazione sia una valida forma di finanziamento, mancano solo gli incentivi alla quotazione promessi dal governo che per ore rimangono solo dichiarazioni di buona volontà.

Inserisci un tuo commento