18Settembre
FED: attesa una riduzione del costo del denaro
Dopo una notte agitata dai timori di un grande “crack” come quello Usa del ’29, questa mattina lunghe file di pensionati risparmiatori si sono appostati davanti alle filiali della Northern Rock, la più grande banca di mutui britannica, per ritirare i loro depositi.
Nonostante la Banca d’Inghilterra abbia messo a disposizione della Northern Rock una maggiore liquidità il timore che la banca possa restare senza soldi non è svanito. Anzi, forse questa mossa ha paradossalmente aumentato i timori di coloro che si aspettano una crisi seria e irreversibile.
Nel frattempo la Northern Rock ha già perso metà del suo valore sul mercato (-32% solo ieri), i risparmiatori hanno già ritirato 3,6 miliardi di euro e anche gli effetti sulla borsa non hanno tardato a farsi sentire.
Adesso l’attenzione è tutta rivolta alla Federal Reserve americana che, oggi pomeriggio e per la prima volta da quattro anni a questa parte, dovrebbe ridurre il costo del denaro (attualmente al 5,25%) in modo da allontanare l’incubo di una recessione in America e per dare ulteriore impulso ai consumi e più ampio respiro al mercato immobiliare e dei mutui.
Forse un quarto di punto, forse addirittura mezzo punto. Difficile sapere se basterà, e ancora più difficile capire del Bce sarà disposta a seguire la stessa strada.

Inserisci un tuo commento