La moneta unica continua a volare sfiorando la soglia degli 1,39 dollari nei primi scambi sui mercati valutari europei. Al tempo dei suoi esordi sui mercati (il 31 dicembre del 1999) l’Euro valeva 1,18 dollari. Dopo vari anni di turbolenze (nel 2001 aveva raggiunto addirittura quota 0.8) è iniziata, nel 2002, una lunga fase di rialzo che ha portato la moneta unica a diventare una delle divise più forti del mondo, scalzando posizioni occupate storicamente dal dollaro e dal franco svizzero.
Poi oggi, a metà giornata, il nuovo record storico.

Il primato in questione è legato, secondo gli esperti, alla debolezza della moneta statunitense, trascinata dai timori di un nuovo ribasso dei tassi da parte della Federal Reserve americana (Fed).
E la crisi dei mutui negli USA sembra ancora lontana dal trovare una risoluzione.

Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, sottolinea che l’adozione dell’Euro ha avuto effetti benefici sull’economia italiana ed è stata “uno scudo nei confronti delle turbolenze finanziarie sui mercati internazionali”. Ma i risvolti non sono ovviamente solo positivi: in molti continuano comunque ad esprimere preoccupazioni per la forza della moneta unica che “sta pesando sulla crescita economica”.

Da una parte dunque la preoccupazione per le difficoltà legate all’esportazione dei prodotti italiani, dall’altra il rinnovato e accresciuto vantaggio per chi fa acquisti e viaggia all’estero come anche per il costo dell’energia e delle materie.

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