Quanti soldi ha l’italiano medio sul conto corrente? Circa 12.000 Euro.

Non si può quasi fare a meno del conto in banca in Italia anche se non consente di risparmiare moltissimi soldi e spesso richiede il pagamento di una sorta di canone annuo. Non se ne puo’ fare a meno perché è un requisito fondamentale per ottenere numerosi altri servizi (come ad esempio la domiciliazione delle bollette) e perché garantisce liquidità in tempo reale.

Per questo motivo i soldi che gli italiani tengono presso la propria banca sono aumentati del 3,6% (ovvero circa 350 euro in piu’ dello scorso anno). Ovviamente la stima e’ solo indicativa: molti non hanno un conto in banca e il fatto che la quantita’ media di denaro depositato sia cosi’ bassa non e’ solo sentore di un basso reddito, ma puo’ anche significare che molte famiglie preferiscono destinare i propri risparmi ad investimenti più redditizi (a volte anche più rischiosi) del conto corrente.

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Per fronteggiare la crisi che attraversa gli USA il presidente George W. Bush propone tagli alle tasse e più soldi per tutti gli americani (si parla di circa 150 miliardi di dollari). Assegni ai cittadini e alleggerimento delle tasse, una strategia che gli italiani non si potrebbero certo permettere.

Dopo i sub-prime e il caro petrolio, con i prezzi in aumento e i consumi in grave calo, è necessario allontanare la possibilità di una recessione. La maggioranza degli americano sarà quindi incentivato a suon di assegni a ridare carica ai consumi. Una manovra di questo tipo in Italia e durante il periodo delle elezioni avrebbe provocati scandali, interrogazioni parlamentari e articoli infuocati sui giornali. La reazione alla crisi da noi è sempre stata diametralmente opposta, ovvero un aumento delle tasse.

Negli Stati Uniti, invece, l’opposizione democratica, forte anche del fatto di essersi già aggiudicata il Congresso, appoggia pienamente la manovra anteponendo il bene della nazione agli schieramenti politici.

Assegni di circa 600 dollari a testa, oltre a 300 dollari per ogni figlio e 50 miliardi di dollari destinati ad agevolazioni fiscali per le imprese, misure che creeranno nuova occupazione e alimenteranno una ripresa di fiducia sui mercati facendo sperare in una crescita dell’economia americana nel 2008.